La Biennale di Venezia

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BIENNALE ARCHITETTURA

STORIA

 

L'Esposizione di Architettura fa la sua comparsa alla Biennale di Venezia nel 1975 quale ampliamento del Settore Arti Visive durante la Presidenza di Carlo Ripa di Meana e per la Direzione di Vittorio Gregotti. L’autonomia del Settore Architettura è istituita per la prima volta nel quadriennio di presidenza di Giuseppe Galasso (1979-1982), che ne affida a Paolo Portoghesi la direzione, il quale cura, nel 1980, la prima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale. Nel corso degli anni celebri architetti e teorici dell'architettura si sono alternati alla direzione della Mostra Internazionale - da Francesco Dal Co a Richard Burdett, fino a David Chipperfield, Rem Koolhaas e Alejandro Aravena -, portando la Biennale Architettura ad essere una delle esposizioni di settore più prestigiose e importanti del Mondo, punto di riferimento per esperti ed appassionati.

 

2016

15. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Alejandro Aravena
Reporting from the Front

28 maggio – 27 novembre 2016
Sedi: Arsenale e Giardini
Direttore indicato dal Presidente Paolo Baratta

 

La 15. Mostra ha avuto una durata di 6 mesi e si è chiusa avendo ospitato 260mila visitatori (per la precisione 259.725), cui si aggiungono 14.180 presenze nel corso della vernice; dati che confrontati con i 228.000 visitatori e 12.214 presenze della vernice del 2014, registrano rispettivamente un incremento del 14% e del 16%. I visitatori sotto i 26 anni hanno rappresentato il 45% dei visitatori totali. In particolare, gli studenti che hanno visitato la Mostra in gruppo sono stati il 26% del totale dei visitatori.

La Mostra si è articolata in un unico percorso espositivo dal Padiglione Centrale (Giardini) all’Arsenale, includendo 88 partecipanti provenienti da 37 paesi. Di questi 50 erano presenti per la prima volta, con 33 architetti under 40. Ad affiancare la Mostra 65 Partecipazioni nazionali e 20 Eventi collaterali; inoltre 3 Progetti speciali, 6 Meetings on Architecture al Teatro alle Tese, e il convegno internazionale Urban Age.

 

Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale: Spagna
Leone d’oro per il miglior partecipante alla 15. Mostra: Gabinete de Arquitectura (Solano Benítez; Gloria Cabral; Solanito Benítez)
Leone d’argento per un promettente giovane partecipante alla 15. Mostra: NLÉ (Kunlé Adeyemi)
Menzioni speciali alle Partecipazioni Nazionali: Giappone, Perù
Menzione speciale a un partecipante alla 15. Mostra: Maria Giuseppina Grasso Cannizzo
Leone d’oro alla carriera: Paulo Mendes da Rocha

2014

14. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Rem Koolhaas
Fundamentals

7 giugno – 23 novembre 2014
Sedi: Arsenale e Giardini
Direttore indicato dal Presidente Paolo Baratta

 

La Mostra è stata il risultato di ricerche condotte sotto la guida del curatore, che ha riservato un argomento specifico per il contributo dei padiglioni (Absorbing Modernity 1914-2014), arrivati a 66 partecipazioni. Koolhaas ha proposto inoltre gli elementi fondamentali dei nostri edifici, utilizzati da ogni architetto, in ogni tempo e in ogni luogo: pavimenti, pareti, soffitti, tetti, porte, finestre, facciate, ecc. (Elements of Architecture). Si è aggiunta Monditalia dove alcuni aspetti della realtà del paese sono stati rappresentati con ricerche ad hoc per ricordarci la complessità di questa, come di altre realtà del mondo.

Discussioni, incontri e dibattiti hanno arricchito la Mostra, durata 6 mesi dato il particolare impegno profuso. Raggiunti alla chiusura i 228.000 visitatori, cui si aggiungono i 12.214 nel corso della vernice. I giovani e gli studenti sono stati il 45% dei visitatori totali. Gli studenti che hanno visitato la Mostra in gruppo rappresentano il 20% del pubblico.

 

Leone d’oro per la migliore Partecipazione Nazionale: Corea

Leone d’argento per una Partecipazione Nazionale: Cile

Leone d’argento per il miglior progetto di ricerca della sezione Monditalia: Sales Oddity. Milano 2 and the Politics of Direct-to-home TV Urbanism di Andrés Jaque/Office for Political Innovation

Menzioni speciali alle Partecipazioni Nazionali: Canada, Francia, Russia

Menzioni speciali ai progetti di ricerca della sezione Monditalia:

- Radical Pedagogies: ACTION-REACTION-INTERACTION di Beatriz Colomina, Britt Eversole, Ignacio G. Galán, Evangelos Kotsioris, Anna-Maria Meister, Federica Vannucchi, Amunátegui Valdés Architects, Smog.tv

- Intermundia di Ana Dana Beroš

- Italian Limes di Folder

Leone d’oro alla carriera: Phyllis Lambert

2012

13. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: David Chipperfield
Common Ground
29 agosto – 25 novembre 2012
Sedi: Arsenale e Giardini
Direttore indicato dal Presidente Paolo Baratta

 

La 13. Mostra è nata e si è sviluppata secondo le linee di ricerca che la Biennale di Venezia porta avanti nel campo dell’architettura e che l’hanno resa nel corso degli anni un appuntamento immancabile. Ne è riprova il nuovo numero record di oltre 178.000 visitatori per questa edizione.

Concepita dall'architetto inglese David Chipperfield, la mostra si è distribuita su 10mila metri quadri in un unico percorso espositivo dal Padiglione Centrale dei Giardini all’Arsenale, comprendendo 69 progetti realizzati da architetti, fotografi, artisti, critici e studiosi. Molti di loro hanno risposto all’invito del curatore presentando proposte originali e installazioni create espressamente per questa Biennale, coinvolgendo nel proprio progetto altri colleghi con i quali condividono un Common Ground. I nominativi presenti sono stati in totale 119. 

David Chipperfield ha chiarito di aver scelto il tema Common Ground per “stimolare i colleghi a reagire alle prevalenti tendenze professionali e culturali del nostro tempo che tanto risalto danno alle azioni individuali e isolate. Ho voluto incoraggiarli a dimostrare, invece, l’importanza dell’influenza e della continuità dell’impegno culturale, a illustrare idee comuni e condivise le quali costituiscono la base di una cultura architettonica.” 

 

Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale: Giappone
Leone d’Oro per il miglior progetto della Mostra Common Ground: Urban-Think Tank (Alfredo Brillembourg, Hubert Klumpner), Justin McGuirk e Iwan Baan
Leone d’Argento per un promettente studio di architettura della Mostra Internazionale Common Ground: Grafton Architects (Yvonne Farrell e Shelley McNamara)
Menzioni speciali: Polonia, Stati Uniti d'America, Russia, Cino Zucchi
Leone d'oro alla carriera: Álvaro Siza Vieira

2010

12. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Kazuyo Sejima
People meet in architecture

29 agosto – 22 novembre 2010
Sedi: Arsenale e Giardini
Direttore indicato dal Presidente Paolo Baratta

 

La 12. Mostra è stata allestita al Padiglione Centrale ai Giardini e all’Arsenale formando un unico percorso espositivo, con 44 partecipanti tra studi, architetti, ingegneri e artisti da tutto il mondo. È stata l’occasione per sperimentare le molteplici possibilità dell’architettura e per dar conto della sua pluralità di approcci. Ciascun partecipante ha gestito in modo autonomo il proprio spazio espositivo offrendo un’interpretazione personale del tema. Ognuno di loro ha espresso le proprie posizioni realizzando inediti scenari di interazione tra ambiente e società. Ogni partecipante è divenuto curatore di se stesso e la mostra si è arricchita di una molteplicità di sguardi, piuttosto che rispondere a un orientamento univoco.

Al disegno programmatico della 12. Mostra ha fatto riscontro l’interesse del pubblico, accorso con il numero record di 170.801 visitatori. Durante le 12 settimane di apertura, la Mostra è stata costantemente ai primi posti tra le esposizioni italiane più visitate.

«Questa mostra mi ha dato quello che spero abbia offerto anche agli altri, ovvero la possibilità di aprire l’architettura a nuovi punti di vista sulle modalità di relazione tra le persone – ha dichiarato Kazuyo Sejima. Il processo di costruzione di questa Biennale è stata anche una traduzione pratica del titolo scelto, People meet in architecture». 
 

Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale: Regno del Bahrain

Leone d’Oro per il miglior progetto della Mostra People meet in architecturejunya.ishigami+associates

Leone d’Argento per un promettente giovane partecipante alla Mostra People meet in architecture: OFFICE Kersten Geers David Van Severen + Bas Princen

Menzioni speciali: Amateur Architecture Studio, Studio Mumbai, Piet Oudolf

Leone d'Oro alla carriera: Rem Koolhaas

Leone d’oro alla memoria: Kazuo Shinohara

2008

11. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Aaron Betsky
14 settembre – 23 novembre 2008
Sedi: Arsenale e Giardini
Direttore indicato dal Presidente Paolo Baratta

 

Secondo il direttore Aaron Betsky - già direttore per sei anni del Netherlands Architecture Institute (NAI) di Rotterdam – la undicesima Mostra, intitolata Out There: Architecture Beyond Buildingvuole orientarsi verso un’architettura liberata dagli edifici, per affrontare i temi centrali della nostra società; invece di tombe dell’architettura, vale a dire gli edifici, presenta installazioni site specific, visioni ed esperimenti che ci aiutano a comprendere e a dare un senso al nostro mondo moderno, e a sentirsi a casa in esso”. Secondo Betsky “l’architettura non è ‘il costruire’. Gli edifici sono oggetti, e l’atto del costruire produce gli oggetti-edifici, ma l’architettura è qualcosa d’altro. È il modo di pensare e di parlare sugli edifici. È il modo di rappresentarli, di realizzarli. In concreto, architettura è ciò che può farci sentire ‘a casa’ nel mondo”. “La sfida dell’undcesima Mostra – sottolinea Betsky - consiste nel raccogliere e incoraggiare la sperimentazione, non presentando edifici già esistenti, ma immagini seduttive”.

Le Corderie presentano Installations, installazioni di grandi dimensioni e site specific, che si domandano come è possibile sentirsi “a casa” nel mondo. I partecipanti sono: Diller Scofidio+Renfro, UN Studio, Massimiliano Fuksas, Nigel Coates, Work Architecture, Droog Design, Philippe Rahm, M-A-D, Coop Himmelb(l)au, Vicente Guallart, Zaha Hadid, An Te Liu, Greg Lynn, MVRDV, Penezic e Rogina, Asymptote, Atelier Bow Wow, Barkow Leibinger Architects. A continuare questo tema, un “giardino paradisiaco” di Kathryn Gustafson. Le Artiglierie dell’Arsenale accolgono Uneternal City. Trent’anni da “Roma interrotta”, dodici visioni progettuali su Roma e la sua periferia. Alle Artiglierie vengono ospitati i lavori dei primi 10 classificati e delle 40 menzioni d’onore del concorso online per studenti universitari EveryVille 2008. Comunità oltre il Luogo. Senso civico oltre l’Architettura. Al Padiglione Italia viene allestita una ricognizione dell’architettura sperimentale, Experimental Architecture, tenuta insieme da esposizioni monografiche di quegli studi che hanno basato il loro lavoro sulla sperimentazione: Frank Gehry, Herzog & de Meuron, Morphosis, Zaha Hadid, Rem Koolhaas e Coop Himmelb(l)au.

 

Leone d’Oro alla carriera: Frank O. Gehry

Un Leone d’Oro Speciale per uno storico dell’architettura: James S. Ackerman.

Leone d’Oro per la migliore Partecipazione nazionale: Polonia (“Hotel Polonia. The afterlife of buildings”) Progetto di Nicolas Grospierre e Kobas Laksa.

Leone d’Oro per il miglior progetto di installazione della Mostra Internazionale: Greg Lynn Form (“Recycled Toys Forniture”)

Leone d’Argento per promettenti giovani architetti della Mostra Internazionale: gruppo cileno Elemental  

2006

10. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Richard Burdett
12 settembre – 7 novembre 2006
Sedi:Arsenale, Giardini. Sezione collaterale a Palermo
Direttore indicato dal Presidente Davide Croff

 

Dedicata a Città. Architettura e società, questa decima edizione è focalizzata sulle tematiche che le cosiddette “città globali”, quelle con una popolazione superiore ai tre o quattro milioni di abitanti in continuo aumento, affrontano: dai problemi dell'emigrazione alle incognite della crescita, dall'evoluzione della mobilità alla ricerca dello sviluppo sostenibile. La Mostra analizza così tematiche cruciali della società contemporanea, approfondendo l'interazione tra città, architettura e abitanti. In particolare, viene esaminato il ruolo degli architetti e dell'architettura nella realizzazione di contesti urbani democratici e sostenibili, e i loro collegamenti con la politica degli interventi, le azioni di governo e la coesione sociale.

La mostra presentaalle Corderie dell'Arsenale - attraverso proiezioni di filmati inediti su grandi schermi, fotografie, grafici elaborati tridimensionalmente - un allestimento con le esperienze urbane di 16 grandi città nei quattro continenti del pianeta: Shanghai, Mumbai e Tokyo in Asia; Caracas, Città del Messico, Bogotá, San Paolo, Los Angeles e New York nelle Americhe; Johannesburg, Il Cairo e Istanbul in Africa e nell'area del Mediterraneo; città europee come Londra, Barcellona, Berlino e Milano-Torino. Nel Padiglione Italia ai Giardini, la complessa visione dell'intervento urbano viene analizzata dai progetti di 12 istituti di ricerca internazionali. Portando a Venezia la vita quotidiana delle metropoli di tutto il mondo, invitando istituti di ricerca internazionali a condividere le loro attività, la decima Mostra propone, alla sua conclusione, un manifesto per le città del ventunesimo secolo, dedicato al potenziale contributo delle megalopoli a un mondo più sostenibile, democratico ed equo.

La decima Biennale presenta inoltre due sezioni collaterali di progetti focalizzate sul Sud italiano, che accompagnano l'esposizione internazionale: Città di Pietra a cura di Claudio D'Amato Guerrieri allestita a Venezia alle Artiglierie dell'Arsenale e Città - Porto, a cura di Rinio Bruttomesso, allestita a Palermo in tre sedi con quattro mostre.
 

Leone d’Oro alla carriera: Richard Rogers

Leone d’Oro per le città: Bogotá, Colombia

Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale: Danimarca (“CO-EVOLUTION”, collaborazione Danese/Cinese sullo sviluppo urbano sostenibile in Cina)

Leone d’Oro per i progetti urbani: Javier Sanchez/Higuera + Sanchez per il progetto di edilizia abitativa “Brazil 44” a Città del Messico

Premio speciale per le scuole di architettura: I Facoltà di Architettura Politecnico di Torino per un progetto su Mumbai

Menzioni per tre mostre di notevole valore: Padiglione Giapponese, Padiglione Islandese, Padiglione dell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia

Sette Leoni di Pietra,Città di Pietra - Sezione nell’ambito del progetto Sensi Contemporanei:Bari, capogruppo arch. Adolfo Natalini; Crotone, capogruppo arch. Carlo Moccia; Pantelleria, capogruppo arch. Gabriella Giuntoli; Bari, capogruppo arch. Guido Canella; Bari, capogruppo arch. Antonio Riondino; Bari, capogruppo arch. Vitangelo Ardito; Pantelleria, capogruppo arch. Marino Narpozzi

Premio di Architettura Portus, Città – Porto - Sezione nell’ambito del progetto Sensi Contemporanei“Il parco della Blanda” della Regione Basilicata. Area di progetto: Maratea, Piana di Castrocucco (Potenza). Progettista: Gustavo Matassa, con Vincenzo De Biase, Silvia Marano, Rosa Nave

Premio Manfredo Tafuri, assegnato dal Padiglione Italiano: Vittorio Gregotti

Premio Giancarlo De Carlo, assegnato dal Padiglione Italiano: Andrea Stipa

Premio Ernesto Nathan Rogers, assegnato dal Padiglione Italiano: Luca Molinari

2004

9. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Kurt W. Forster
12 settembre – 7 novembre 2004
Sedi: Arsenale e Giardini
Direttore indicato dal Presidente Franco Bernabè

 

L’utilizzo di computer nelle fasi di progettazione e la disponibilità di materiali tecnicamente all’avanguardia permettono ormai di creare costruzioni originali e audaci. La metamorfosi nell’architettura, dettata e facilitata dalle nuove tecnologie e dai nuovi materiali, è pertanto il tema scelto dal Direttore Kurt W. Forster per la nona edizione della Biennale Architettura. Forster propone una visione dell’architettura contemporanea come momento di inediti incontri e nuove relazioni tra elementi differenti, dove superfici continue, curve e flessibili invadono e trasformano gli edifici, sfidando la tradizionale idea di architettura come insieme di elementi separati e ben definiti. Le linee sinuose dell’allestimento dello studio Asymptote alle Corderie dell’Arsenale, rappresenta efficacemente il tema della metamorfosi scelto da Forster. 

Ricorrendo alla tecnologia informatica, gli Asymptote generano strutture modulari che sfidano la prospettiva centrale delle Corderie, e allo stesso tempo fanno sì che ciascuna sezione della mostra slitti spontaneamente nella successiva, generando un percorso in continua metamorfosi. La mostra all’Arsenale è divisa in sette sezioni, ognuna delle quali affronta una specifica tematica: Trasformazioni, Topografia, La natura del’artificio, Superfici, Atmosfera, L’erpicatura della città, Iper-Progetti. La prima e più significativa sezione, Trasformazioni, viene dedicata a quattro maestri che agli inizi degli anni ottanta segnano profondamente il dibattito teorico: Aldo Rossi e James Stirling da un lato, Eisenman e Gehry dall’altro. In particolare, la seconda coppia viene considerata anticipatrice di numerose soluzioni diventate paradigmatiche negli ultimi anni. 

Negli spazi del Padiglione Italia fotografi e architetti vengono chiamati a sviluppare, attraverso interventi site-specific ed installazioni, il concetto di metamorfosi, nonché la sua relazione con lo spazio e l’architettura. Lo spettatore ha la sensazione di sperimentare in prima persona le evoluzioni e i cambiamenti della realtà. Inoltre, vengono allestite tre mostre monografiche, dedicate rispettivamente a due maestri del passato, Gladio Dieste e Ivan Leonidov, e a un architetto contemporaneo, Peter Eisenman. La sezione italiana, curata dalla DARC, presenta gli scatti di dieci fotografi italiani che hanno collaborato con altrettanti storici e critici dell’architettura per un’indagine sugli ultimi 50 anni di architettura italiana.

 

Leone d’Oro alla carriera: Peter Eisenman

Leone d’oro per la migliore installazione presentata da un Paese: Padiglione del Belgio (“Kinshasa, the Imaginary City”)

Leone d’oro per l’opera più significativa della mostra Metamorph: Studio SANAA di Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa per i progetti del Museo del XXI Secolo per l’arte contemporanea (Kanazawa, Giappone) e per l’ampliamento dell’Istituto Valenciano de Arte Moderna (Valencia, Spagna)

Premio speciale per l’opera più riuscita della sezione Sale Concerti: Studio Plot di Julien De Smedt e Bjarke Ingels per il progetto della Concert House (Stavanger, Norvegia)

Premio speciale per l’opera più riuscita della sezione Episodi: il fotografo tedesco Armin Linke e l’architetto italiano Piero Zanini per l’installazione Alpi

Premio speciale per l’opera più riuscita della sezione Trasformazioni: l’architetto austriaco Günther Domenig per il Documentation Centre at the Party Rally Grounds di Norimberga, in Germania

Premio speciale per l’opera più riuscita della sezione Topografie: lo Studio Foreign Office Architects Ltd per il Novartis Car Park (Basilea, Svizzera)

Premio speciale per l’opera più riuscita della sezione Superfici: l’architetto giapponese Shuhei Endo per il progetto Springtecture (Singu-cho, Hyogo, Giappone)

Premio speciale per l’opera più riuscita della sezione Atmosfera: studio australiano PTW Architects pty Ltd e il partner cinese CSCEC + Design per il progetto National Swimming Center (Pechino Olympic Green, Cina)

Premio speciale per l’opera più riuscita della sezione Iper-Progetti: Martines Lapeña- Torres Arquitectos per l’Esplanada Fòrum (Barcellona, Spagna)

Premio speciale per l’opera più riuscita della sezione Morphing Lights, Floating Shadows (fotografia): le immagini di Marte scattate dalla NASA in collaborazione con JPL e la Cornell University

2002

8. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Deyan Sudjic
8 settembre – 3 novembre 2002
Sedi: Arsenale e Giardini
Direttore indicato dal Presidente Paolo Baratta

 

Quale sarà l’architettura del futuro? E’ questa la domanda cui cerca di rispondere l’ottava Mostra Internazionale di Architettura, diretta da Deyan Sudjic e intitolata Next. Lo sfasamento temporale tra ideazione/progettazione di un edificio, e la sua realizzazione, rende spesso obsoleto il risultato. Ma è convinzione di Sudjic che oggi, attraverso schizzi, disegni, modellini, e grazie soprattutto alle nuove tecnologie, si possa comunque pre-vedere, con un margine di errore limitato, l’architettura del prossimo futuro. La mostra intende così cercare negli studi dei progettisti, nei loro modellini fisici e nei materiali analizzati, le tracce delle prossime realizzazioni. Contemporaneamente, è possibile stabilire le aree geografiche che nel futuro ospiteranno i progetti più innovativi, anche senza che questi esistano già: per Sudjic la Cina rappresenta lo scenario probabile dove saranno ideati e realizzati gli edifici più interessanti.

Una caratteristica di questa Biennale è l’attenzione per i materiali: i progettisti coinvolti sono invitati a esporre non solo plastici e disegni, ma anche materiali come mattoni, vetro, metallo, al fine di testimoniare fisicamente l’impatto che hanno sullo spazio dell’architettura.

Attraverso le sezioni in cui si articola, Next intende proporre un’indagine sulle tipologie costruttive maggiormente diffuse al mondo: Abitazione, Musei, Interscambio, Formazione, Città delle torri, Lavoro, Negozi, Spettacolo, Chiesa e Stato, Piani regolatori urbanistici, Italia.

A queste sezioni, in cui vengono presentati progetti dei massimi architetti al mondo, si aggiunge Città delle Torri, una sezione in collaborazione con Alessi, in cui si richiede ad alcuni tra i più prestigiosi architetti del momento di presentare il modellino di un grattacielo di 100 metri in scala 1:100. A un anno dall’attentato delle Torri gemelle di New York, la mostra sottolinea il rinnovato interesse per l’espansione verticale e per i grattacieli, grazie alla capacità che questi hanno di affermare la modernità di una città. La sede londinese della Swiss RA di Norman Foster e la Torre Agbar a Barcellona di Jean Nouvel, presentati in mostra, costituiscono alcuni fortunati esempi di grattacieli degli ultimi anni.

Ai Giardini, la sezione italiana al Padiglione Italia è dedicata a una serie di progetti, realizzati anche da architetti stranieri, che intendono mutare il volto di alcune aree italiane, come l’intervento al cimitero di San Michele di Venezia di David Chipperfield. Il Padiglione degli Stati Uniti presenta fotografie sull’11 settembre 2001 e le proposte per le nuove edificazioni su Ground Zero.

 

Leone d’Oro alla carriera: Toyo Ito

Leone d'oro per il miglior progetto della Mostra Internazionale: Ibere Camargo Foundation di Porto Alegre (Brasile) progettata da Alvaro Siza Vieira

Leone d'oro per la migliore partecipazione nazionale: Padiglione Olandese

Premio Speciale a un patrocinatore individuale di lavori architettonici: Zhang Xin

Premio Speciale per il patrocinio governativo: Città di Barcellona

Menzione Speciale a Next Mexico City: The Lakes Project

2000

7. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Massimiliano Fuksas
18 giugno – 29 ottobre 2000
Sedi: Arsenale e Giardini
Direttore indicato dal Presidente Paolo Baratta

 

Con una Biennale di ricerca, intitolata Less Aesthetics, More Ethics, Massimiliano Fuksas abbandona l’impostazione delle Biennali di Architettura precedenti. La mostra non si basa più su un’idea di architettura intesa come edificio, ma si sviluppa come indagine a 360 gradi sulla città contemporanea, mettendo in particolare al centro le megalopoli del XXI secolo. Come viene indicato dal titolo, fondamentale per Fuksas è la necessità di un nuovo modo di relazionarsi con l’architettura, privilegiando, rispetto all’estetica di un progetto, la ricerca di nuove risposte etiche per affrontare le sfide poste dalla realtà. Dagli anni novanta in poi, l’ampiezza e la velocità delle trasformazioni urbane, soprattutto in America latina, Sud-Est asiatico e Africa, hanno determinato, insieme all’inquinamento e allo sviluppo vertiginoso delle dimensioni, nuove tensioni e disparità sociali. Per questo motivo, Fuksas decide di “utilizzare la Biennale come laboratorio per analizzare la nuova dimensione planetaria dei comportamenti e delle trasformazioni urbane”, individuando tre gruppi tematici: Ambiente, come oggetto e soggetto di riflessione; Sociale, attenzione alle trasformazioni urbane; Tecnologico, informazione, comunicazione, rete, virtuale.

Le Corderie, le Artiglierie, gli spazi nuovi dell’Arsenale fino alle Vergini (recuperati dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta dal 1999 e per la prima volta utilizzati per l’Architettura) e il Padiglione Italia, ospitano così una serie di architetti, artisti e fotografi che negli ultimi anni hanno indagato le trasformazioni della metropoli. In particolare, l’allestimento delle Corderie dell’Arsenale, che rielabora la prospettiva continua della Strada Novissima del 1980, è un esempio di incontro tra tecnologia digitale e dibattito architettonico. Lungo i 300 metri delle Corderie un unico maxischermo presenta dodici videoproiezioni di altrettante megalopoli contemporanee: Bogotà, Buenos Aires, Bucarest, Budapest, Città del Messico, Nuova Delhi, Parigi, San Paolo, Quito, Il Cairo, Atene e Montréal. Le megalopoli appaiono come una sorta di magma globale, in cui gli stereotipi culturali, i flussi turistici ed economici convivono accanto a situazioni di degrado, di cui spesso non si percepiscono le problematiche. Gli spazi del Padiglione Italia ospitano i lavori di architetti, artisti e fotografi che, attraverso pratiche e modalità diverse, indagano le evoluzioni delle metropoli, sottolineando così la necessità di un approccio interdisciplinare per cogliere le sfide del presente. 

 

Leoni d’Oro alla carriera: Renzo Piano, Paolo Soleri e Jørn Utzon

Leone d'Oro per la migliore interpretazione della Mostra: Jean Nouvel

Premio speciale per la migliore partecipazione nazionale: Padiglione Spagnolo

Premio Speciale "Bruno Zevi" per un professore di architettura: Joseph Rykwert

Premio Speciale a un patrocinatore individuale di lavori architettonici: Thomas Krens

Premio Speciale per un editore d’architettura: Eduardo Luis Rodriguez, editore della rivista Arquitectura Cuba

Premio speciale per un fotografo d’architettura: Ilya Utkin

1996

6. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Hans Hollein
15 settembre – 17 novembre 1996
Sedi: Padiglione Italia, Padiglioni nazionali ai Giardini
Direttore indicato dal Presidente Gianluigi Rondi

 

La sesta Biennale di Architettura è affidata per la prima volta alla direzione di una prestigiosa figura internazionale, l’architetto austriaco Hans Hollein, che conferma l’impostazione di Dal Co organizzando la manifestazione sul modello delle arti visive, ospitando le Partecipazioni nazionali. Sensori del futuro. L’architetto come sismografo è il titolo della mostra principale ospitata al Padiglione Italia, che vuole indagare le capacità dell’architetto di captare le vibrazioni sotterranee della realtà presente, proiettandole nel futuro. Convinzione di Hollein è che negli anni novanta l’architetto non fa più parte di scuole o movimenti, ma è una figura autonoma, indipendente da ogni tipo di classificazione. Grazie a elementi finora poco considerati, quali sistemi di comunicazione e nuove tecnologie, gli architetti mutano così i luoghi chiave dei panorami urbani, sfidando la tradizionale idea di spazio cittadino tramandato dal passato.

Sono circa settanta gli architetti invitati a esporre un progetto considerato particolarmente significativo, da considerare a futura memoria. Sfilano così nelle sale del Padiglione Italia i progetti dei maggiori architetti della scena internazionale, quali Frank O. Gehry (con il progetto del Guggenheim di Bilbao), Tadao Ando, Jean Nouvel, Renzo Piano, Zaha Hadid, Coop Himmelb(l)au, Peter Eisenman, Norman Foster, Herzog & de Meuron, Arata Isozaki, Toyo Ito, Philippe Stark, Jorn Utzon, Alvaro Siza Vieira, Massimiliano Fuksas, Rem Koolhaas, Rafael Moneo. Accanto agli architetti globalmente riconosciuti, Hollein organizza la mostra Emerging Voices, che raccoglie giovani promesse da tutto il mondo, tra i quali Odile Decq, Liz Diller con Ricardo Scofidio, Peter Zumthor, Ben van Berkel, Kazuyo Sejima.

Al Padiglione Italia viene ospitata anche la retrospettiva Radicals, dedicata alle esperienze più radicali dell’architettura urbana dalla fine degli anni cinquanta agli inizi dei settanta. La sezione italiana, curata da Marino Folin e allestita al Padiglione Italia con progetti e facciate in grande scala, viene dedicata alla generazione di giovani architetti fra i trenta e i quarant’anni, di cui sono esposti lavori risalenti a non più di cinque anni prima. Ne fa parte anche una mostra fotografica frutto della collaborazione fra il fotografo Gabriele Basilico e l’architetto Stefano Boeri, che riflette sul paesaggio urbano e naturale italiano.

Nel 1996 viene istituito anche per la Biennale di Architettura il Leone d’Oro alla carriera, consegnato a tre maestri del Novencento: Ignazio Gardella, Philip Johnson e Oscar Niemeyer.

 

Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale: Padiglione Giapponese

Leone d'Oro per la migliore interpretazione della Mostra: Odile Decq - Benoît Cornette, Juha Kaakko, Ilkka Laine, Kimmo Liimatainen, Jari Tirkkonen, Enric Miralles Moya

Osella speciale per una straordinaria iniziativa nel campo dell’architettura contemporanea: Pascal Maragall, Sindaco di Barcellona

Osella speciale per la copertura mediatica nel campo dell’architettura contemporanea: Wim Wenders

Osella speciale per un fotografo d’architettura: Gabriele Basilico

1991

Direttore: Francesco Dal Co
8 settembre – 6 ottobre 1991
Sedi: Padiglione Italia, Padiglioni nazionali ai Giardini, Corderie dell’Arsenale
Direttore indicato dal Presidente Paolo Portoghesi

 

Francesco Dal Co viene nominato direttore del Settore Architettura nel 1988 dal Cda presieduto, per il suo secondo mandato quadriennale, da Paolo Portoghesi. La quinta Mostra Internazionale di Architettura si svolge nel 1991 a fine quadriennio, riassumendo, in diverse sezioni, il lavoro e le attività promosse da Dal Co negli anni precedenti la mostra. Convinto sostenitore della necessità di sviluppare l’internazionalità della Biennale, Dal Co introduce una novità modellando l’edizione sul formato dell’Esposizione d’Arte, invitando i Padiglioni nazionali a partecipare all’evento. Tra le proposte più importanti dei Padiglioni, la selezione dell’Austria che presenta opere di Coop Himmelb(l)au, gli Stati Uniti che espongono progetti di Peter Eisenman e Frank O. Gehry, la Svizzera con una retrospettiva di Herzog & de Meuron e la Norvegia con Sverre Fehn.

Nel Padiglione Italia, Dal Co propone una selezione di quaranta architetti italiani per gli anni novanta, tra cui Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas, Aldo Aymonino, Giancarlo De Carlo, Renzo Piano, Luciano Semerani ed Ettore Sottsass. Altri due eventi segnano la quinta Biennale: l’edificazione, nel viale d’ingresso ai Giardini, del Padiglione del Libroprogettato da James Stirling, e la mostra alle Corderie dell’Arsenale di 43 scuole di architettura da tutto il mondo.

Per questa 5. Mostra, Dal Co ribadisce anche l’importanza di un confronto stretto tra la Biennale e il territorio di Venezia, come testimoniano i tre differenti concorsi banditi sotto la sua direzione dal 1988 in poi, che hanno come oggetto la ristrutturazione del Padiglione Italia (concorso vinto da Francesco Cellini), del Palazzo del Cinema al Lido (vincitore Rafael Moneo) e la riqualificazione di piazzale Roma, di cui alla mostra vengono presentati i risultati.

Nonostante gli auspici della Biennale, nessuno dei progetti vincitori verrà mai realizzato, al contrario del Padiglione del Libro di Stirling, considerato uno dei più felici e duraturi risultati di quella edizione. Anche l’installazione Aliante di Massimo Scolari, collocata all’epoca sulla fondamenta della Tana quale “segnale” esterno della mostra sulle scuole di architettura, avrà vita duratura ed è oggi collocata presso la sede dello Iuav di Venezia a Santa Marta.

 

Vincitore del Concorso Internazionale per il nuovo Palazzo del Cinema 1990: Rafael Moneo

Vincitori del concorso internazionale “Una Porta per Venezia” per la ristrutturazione di Piazzale Roma: Jeremy Dixon e Edward Jones

1986

4. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Aldo Rossi
18 luglio – 28 settembre 1986
Sede: villa Farsetti a Santa Maria di Sala (Ve)
Direttore indicato dal Presidente Paolo Portoghesi

 

La quarta Biennale di Architettura è organizzata l’anno successivo alla precedente (dunque infrange nuovamente la scansione biennale) ed è dedicata al lavoro di un solo architetto, Hendrik Petrus Berlage (Amsterdam, 1865-1934). Il direttore Aldo Rossi raccoglie, per la prima volta in Europa, il corpus di disegni del maestro olandese e allestisce una mostra a Villa Farsetti a Santa Maria di Sala, nell’entroterra veneziano, confermando dopo la prima edizione la sua volontà di far interagire l’istituzione con il territorio. Villa Farsetti, inoltre, risponde alla necessità di trovare un luogo alternativo ai tradizionali spazi occupati nello stesso anno dall’Esposizione Internazionale d’Arte.

L’imperativo di Berlage è “Guardare all’edificio e alla storia dell’edificio”. L’attenzione e il costante confronto di Berlage con la Storia è uno dei principali motivi per cui questa Biennale gli rende omaggio. Continuando la critica al movimento Moderno e al suo razionalismo, anche questa edizione, come le precedenti, concentra la propria attenzione sull’essenziale rapporto che, secondo Portoghesi e Rossi, l’architettura contemporanea deve avere col passato.

Sospettoso delle sinuose linee del liberty, e distante dall’avanguardia e dalla sua esaltazione del progresso, Berlage sviluppa un pensiero autonomo che lo porta a costruire alcune delle più importanti architetture del Novecento, come la Borsa di Amsterdam del 1903. Una serie di composizioni utopiche in mostra testimoniano il fascino esercitato su Berlage dalla volontà di creare l’opera d’arte totale, unendo arte, architettura, storia e spazio: la casa per Beethoven, il teatro di Wagner su incarico della società wagneriana, il mausoleo dedicato a Lenin sulla Piazza Rossa ne sono esempi.

Dopo Venezia, la mostra si sposta ad Amsterdam, Parigi e Berlino, per far riscoprire al grande pubblico l’attualità e la forza dell’opera e del lavoro di un grande maestro del passato.

1985

3. Mostra Internazionale di Architettura 
Direttore: Aldo Rossi
20 luglio – 29 settembre 1985
Sede: Padiglione Italia ai Giardini
Direttore indicato dal Presidente Paolo Portoghesi

 

La terza edizione della Biennale di Architettura si tiene tre anni dopo la seconda, ed è diretta da Aldo Rossi (nel frattempo Portoghesi è diventato Presidente della Biennale). Nel titolo, Progetto Venezia, si riassumono i due concetti chiave della mostra: la priorità data al momento progettuale e il confronto con il contesto veneziano. Aldo Rossi invita architetti già affermati, ma anche giovani meno famosi, a presentare idee e progetti innovativi per la riqualificazione o la trasformazione di specifiche zone della città lagunare e del suo entroterra. Viene nominata una giuria internazionale che ha il compito di selezionare le proposte migliori.

In una città famosa per il suo carattere antimoderno, in cui risulta difficile creare nuovi episodi architettonici, la sfida e l’opportunità di reinventare spazi urbani offerta da Progetto Venezia riceve un altissimo numero di adesioni. Sono circa 1.500 i partecipanti da tutto il mondo. Oltre che su alcune aree di Venezia, viene proposto ai partecipanti anche di confrontarsi su alcune zone del Veneto e del Friuli. La proposta di Peter Eisenman di rielaborare la storia e la leggenda di Romeo e Giulietta, e l’intervento di Libeskind per Palmanova, sono alcune delle idee più interessanti che questa Biennale rende possibile.

Il tema che però attira maggiormente l’interesse degli architetti è la proposta di riprogettare il ponte dell’Accademia sul Canal Grande. Le soluzioni spaziano da quelle che si ricollegano alle radici artistiche veneziane, come quelle suggerite da Venturi/Rauch/Scott-Brown, a quelle che innestano innovativi momenti architettonici, come nelle proposte di Franco Purini e Costantino Dardi.

La diversità dei punti di vista raccolti al Padiglione Italia ai Giardini, la larga partecipazione giovanile e in generale energie mobilitate dalla terza Biennale di Architettura, testimoniano il livello di qualità ormai raggiunto dal Settore e dalle sue mostre.

 

Leoni di pietra per i vincitori di Progetto Venezia:

Robert Venturi, Manuel Pascal Schupp, COPRAT, Franco Purini (Ponte dell’Accademia)

Raimund Abraham, Raimund Fein, Peter Nigst, Giangiacomo D’Ardia (Ca’ Venier dei Leoni)

Alberto Ferlenga (Piazza di Este)

Daniel Liebeskind (Piazza di Palmanova)

Laura Foster Nicholson (Villa Farsetti a Santa Maria di Sala)

Maria Grazia Sironi e Peter Eisenman (Castelli di Giulietta e Romeo a Montecchio Maggiore)

1982-1983

2. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Paolo Portoghesi
20 novembre 1982 – 6 gennaio 1983
Sede: Padiglione Italia ai Giardini
Direttore indicato dal Presidente Giuseppe Galasso

 

Nella seconda Biennale di Architettura, Portoghesi propone al Padiglione Italia una panoramica sull’Architettura dei Paesi Islamici dal secondo dopoguerra. Venezia diventa così osservatorio sullo stato dell’architettura nelle regioni comprese tra India e Marocco, tornando a essere crocevia e spazio di dialogo e confronto tra Oriente e Occidente, e anticipando tematiche che si riveleranno di bruciante attualità negli anni successivi.

Nell’introduzione al catalogo Portoghesi sottolinea come, dalla fine del XIX secolo in poi, abbia ripreso vigore l’influenza della cultura islamica nella letteratura, nell’arte e in particolare nell’architettura “occidentali”, coinvolgendo personalità quali GaudìWright e Le Corbusier. Alla freddezza e autoreferenzialità dei canoni modernisti, si contrappone l’attenzione al contesto ambientale, la componente spirituale e la fondamentale funzione sociale propria dell’architettura islamica.

La mostra presenta una serie di progetti, in corso di realizzazione o già ultimati, in cui le tradizioni locali convivono con le più avanzate tecnologie costruttive. Particolare risalto è dato all’opera di Hassan Fathy, esponente di spicco della giovane generazione di progettisti egiziani.

Vengono inoltre sviluppate mostre monografiche che rendono omaggio ad alcune personalità che si sono confrontate con l’architettura islamica, tra le quali Fernand Pouillon e Louis Kahn, con una serie di disegni destinati ad alcuni centri in India e Pakistan, e a due progetti di Le Corbusier per le città di Algeri e Chandigarth. A latere, la seconda edizione della Biennale Architettura presenta proposte di restauro e riutilizzo di alcuni antichi complessi edilizi.

1980

1. Mostra Internazionale di Architettura
Direttore: Paolo Portoghesi
27 luglio – 20 ottobre 1980
Sede: Corderie dell’Arsenale
Direttore indicato dal Presidente Giuseppe Galasso

 

Filo conduttore di questa prima Biennale di Architettura, diretta da Paolo Portoghesi e intitolata La presenza del passato, è la riflessione sul movimento cosiddetto Postmoderno. Tale movimento mette in discussione il Moderno, con i suoi miti legati al nuovo, alla tecnologia e alla purezza delle forme geometriche. Poiché il presente sembra non offrire ormai nulla di nuovo rispetto al passato, ecco che il Postmoderno suggerisce una nuova visione sincronica della Storia, che diventa serbatoio infinito di immagini e suggestioni, da cui gli architetti possono recuperare liberamente forme, stilemi ed elementi decorativi.

Questa è l’idea che ispira a Portoghesi la creazione della Strada Novissima, la mostra centrale allestita alle Corderie dell’Arsenale, suggestivo spazio per la prima volta aperto al pubblico grazie alla Biennale. La Strada Novissima era costituita da venti facciate, progettate da altrettanti grandi architetti e pensate come quinte teatrali di un’ipotetica “strada” di edifici postmoderni. La mostra offriva al visitatore un’esperienza diretta e tattile dell’architettura: un’esposizione - come sottolineato da Portoghesi - “con l’architettura e non sull’architettura”. A realizzare la Strada Novissima - che apre un dibattito di grande vitalità sul Postmoderno, diventandone un simbolo - vengono chiamati grandi nomi, tra i quali Frank O. Gehry, Rem Koolhaas, Arata Isozaki, Robert Venturi, Franco Purini, Ricardo Bofil, Christian de Portzamparc. Al di là di ogni facciata, ciascun architetto presenta una mostra monografica dei propri progetti.

Grazie a questa mostra, la Biennale si inserisce così, sin dall’inizio, come interlocutrice di primissimo ordine all’interno del dibattito internazionale sull’architettura, grazie alla capacità di far convergere a Venezia le istanze di più intensa attualità. Il movimento Postmoderno raggiungerà, grazie alla Strada Novissima e al precedente, importantissimo episodio del Teatro del Mondo di Aldo Rossi (edificio effimero ancorato alla Punta della Dogana fra il 1979 e il 1980), la sua consacrazione internazionale.

La presenza del passato include, inoltre, un omaggio a tre maestri del Novecento, Philip Johnson, Ignazio Gardella e Mario Ridolfi, che ebbero il coraggio di percorrere strade alternative ai dettami modernisti, nonché una sezione dedicata a 73 giovani architetti e una retrospettiva su Ernesto Basile.

1975 - 1978

Nel 1975 fa la sua comparsa alla Biennale di Venezia l’esposizione di architettura, allargamento in funzione del quale la responsabilità di Arti Visive viene affidata a Vittorio Gregotti durante il quadriennio di presidenza di Carlo Ripa di Meana (1975-1978). All’interno della rassegna di Arti Visive, Gregotti organizza la mostra A proposito del Mulino Stucky ai Magazzini del Sale alle Zattere, cui seguirà una serie di esposizioni di architettura nel 1976 e nel 1978.

L’autonomia del Settore Architettura è istituita per la prima volta nel quadriennio di presidenza di Giuseppe Galasso (1979-1982) che ne affida a Paolo Portoghesi la direzione. Dopo la realizzazione del Teatro del Mondo di Aldo Rossi (1979-1980), il nuovo direttore cura nel 1980 la prima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale, La presenza del passato.

 

VITTORIO GREGOTTI
Biennale di Architettura Anno Zero
Direttore indicato dal Presidente Carlo Ripa di Meana
A proposito del Mulino Stucky (1975)
Sede: Magazzini del Sale alle Zattere

 

Werkbund 1907. Alle origini del design (1976)
Il razionalismo e l’architettura in Italia durante il fascismo (1976)
Europa-America, centro storico, suburbio (1976)
Sedi: Ca’ Pesaro, San Lorenzo, Magazzini del Sale, Fondazione Cini

 

Utopia e crisi dell’antinatura. Intenzioni architettoniche in Italia (1978)
Sede: Magazzini del Sale alle Zattere